LA NOSTRA STORIA
L’idea
Il nostro agriturismo nasce da una grande passione per la cucina, una passione che affonda le sue radici nella tradizione di famiglia e che è stata tramandata dalla nonna di Claudio, Lucia Cavarzere.
Insieme alla mamma di Claudio, Renza, è maturata l’idea di creare qualcosa di nuovo per la zona: un luogo dove poter accogliere gli ospiti e farli sentire come a casa, offrendo piatti genuini e buon vino, preparati con cura e amore.
Una volta presa la decisione, Renza e Claudio si sono messi subito all’opera. Hanno frequentato corsi di cucina e di accoglienza, fondamentali per aprire l’agriturismo e per garantire ai clienti un’esperienza autentica e di qualità.
Proprio durante questi percorsi sono nate anche amicizie importanti con altre persone che condividevano la stessa passione e la stessa visione. Legami sinceri che, ancora oggi, rappresentano una rete forte tra i primi agriturismi della zona.
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Il nome
Anche la scelta del nome dell’agriturismo nasce da un consiglio semplice ma lungimirante. Durante le fasi di apertura, una segretaria specializzata nell’avviamento di agriturismi suggerì a Renza e Claudio di usare il nome del proprietario: secondo le statistiche dell’epoca, infatti, gli agriturismi che funzionavano meglio erano proprio quelli che portavano un nome di famiglia.
In origine Renza e Claudio avevano pensato di dare il nome a Sante, il papà di Claudio, ma lui si oppose. Così alla fine si optò per un nome che rappresentasse la famiglia nel suo insieme, comunicando fin da subito ciò che l’agriturismo è ancora oggi: un luogo autentico, dove le persone contano, dove la cucina ha un volto e una storia, e dove ogni ospite viene accolto come parte della famiglia.
L’agriturismo negli anni
L’agriturismo ha aperto ufficialmente le sue porte il 25 dicembre 1993, il giorno di Natale: una data speciale, scelta per dare inizio a un’avventura altrettanto speciale.
Quel giorno è ancora vivo nei ricordi di tutta la famiglia, che lo descrive come un’esperienza unica, emozionante e profondamente motivante.
All’inizio lo staff era composto da sole tre persone:
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Renza, in cucina insieme al marito Sante (papà di Claudio)
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Claudio, da solo in sala ad accogliere gli ospiti
Il menù di quel primo giorno non è rimasto impresso nei dettagli, ma tutti ricordano con certezza l’antipasto a base di polenta, funghi e salumi, e il risotto al culatello come primo piatto. All’epoca l’agriturismo disponeva di circa 50 posti a sedere.
Con il passare degli anni, grazie alla qualità della cucina e all’atmosfera familiare, l’agriturismo si è affermato come un punto di riferimento nella zona.
Nel 2000, sempre nel mese di dicembre, sono state inaugurate due nuove sale e le camere da letto, portando la capienza a circa 90 ospiti.
Prima della ristrutturazione, l’edificio era una semplice cascina di campagna: abitazione della famiglia, stalla per gli animali, granaio e magazzino. Con i lavori, il granaio è diventato la sala principale, mentre la stalla dei cavalli e l’alloggio dei mezzadri sono stati trasformati nelle altre due sale, mantenendo intatto il carattere rustico e autentico della struttura.
Nel tempo il menù si è evoluto, senza mai tradire le tradizioni locali. Ancora oggi è possibile gustare alcuni piatti presenti fin dal primo giorno, affiancati da proposte più recenti come il filetto di manzo ai ferri o la costata da 500 g.
Una curiosità: inizialmente la grigliata non era prevista nel menù, perché all’epoca era un piatto che tutti preparavano in casa e si preferivano quindi arrosti e cotture più tradizionali.
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Oggi
Oggi l’agriturismo è ancora un luogo di riferimento per chi desidera assaporare una cucina genuina in un ambiente caldo e familiare.
Claudio ha preso il posto di Renza in cucina, che dopo tanti anni di lavoro si gode la meritata pensione. Al suo fianco ci sono Sante, alla griglia, e Gisella, moglie di Claudio, che lo aiuta nella preparazione dei primi e dei secondi piatti.
In sala, invece, lavorano giovani ragazzi della zona: studenti che durante il weekend affiancano la famiglia, contribuendo con entusiasmo e impegno e portando nuova energia all’agriturismo.
